Il Caso baracche di Rescalda
-quando plastica, ethernit e lamiere fanno ecologia-
 
Introduzione a cura di Omar Noacco
Faccio innanzitutto due premesse per introdurre il materiale che segue.
1) La vicenda ha inizio nel gennaio del 2004 quando ho inviato all'ufficio ambiente di Rescaldina ed al comando di Polizia Locale una segnalazione riguardante lo scarico di ethernit, rifiuti, automobili etc. su terreni boschivi ed agricoli del Parco del Rugareto. Come prove delle mie perplessità esposte, ho prodotto alcune fotografie che sono state allegate alla richiesta di cui sopra;
 
2) Nella precedente versione del sito degli Amici del Rugareto sono state pubblicate le fotografie da me prodotte come documentazione della domanda di chiarimento di cui sopra. Alcuni protagonisti della vicenda, sentitisi chiamati direttamente in causa dalle immagini che ritraevano la loro “opera”, hanno ritenuto opportuno informarmi del loro disappunto attraverso dissuasive vie legali. A volte, non hanno risparmiato neppure lettere (anche anonime)  avanzando presunte legittimità sul loro operato. In conclusione, le fotografie “incriminate” sono state rimosse dal sito quindi, cari lettori, non posso mostrarvele. Le immagini sono comunque in possesso del comando di Polizia che ha avviato tutte le operazioni del caso. Colgo l’occasione per ringraziarli dell’interessamento a tale vicenda. Nulla impedisce di parlare di questi sgradevoli episodi che, purtroppo, dopo le mie osservazioni, pare non abbiamo ancora trovato un epilogo concreto e definitivo.
 
Felice di aver attirato l’attenzione sui problemi del NOSTRO AMBIENTE, espongo qui sotto tutta la documentazione che è possibile mostrarvi.
Grazie per l’attenzione
 
Omar Noacco, Amico del Rugareto
 
 
 
 
Gli Amici del Rugareto, avendo come fine ultimo la salvaguardia degli interessi agricolo-boschivi del nostro parco, non sono certo indifferenti a tale vicenda ma assumono come propria quella che prima era la posizione sostenuta dal solo Omar Noacco.
La vicenda che si vuole anche qui ribadire non ha nessun carattere personale. Al fine di fugare ogni dubbio, sospetto e malinteso, sottolineiamo che la nostra posizione non rincorre alcun tipo di accanimento personale. Si vorrebbe vedere finalmente chiusa, con una eventuale azione delle autorità locali, una vicenda ormai datata. Gli Amici del Rugareto ripongono fiducia nelle autorità competenti su tale materia, ma non avendo alcun peso politico e nemmeno decisionale in tale vicenda, non possono fare altro che sperare in una soluzione il più ecocompatibile possibile.
Siamo convinti che si debba tramandare una storia agricola sana e pulita e dei boschi ben mantenuti. L'abuso edilizio e gli scarichi di materiale vario su terreni che dovrebbero tenerci legati alla natura non è in alcun caso giustificabile. Il buon senso di chiunque può sempre concordare su questo. Nel caso in cui ci fossero ulteriori sviluppi sulla vicenda non mancheremo di aggiornare tutti gli interessati. Affinché tutti possiate giudicare la vicenda, ecco qui il materiale che possiamo publicare.
 
Colombo Giorgio