L’attività di riproduzione e conservazione di questa varietà di pomodoro da parte del Gruppo Amici del Rugareto è iniziata nella stagione 2005 e continua tutt’oggi.
 
 
Pomodoro Re Umberto
I frutti acerbi
In maturazione
Sulla via dell’insalatiera...
Tratto da www.biodiversita.info
“Cominciai a scoprire dell'esistenza del pomodoro Re Umberto leggendo una riedizione dello stupendo libro di Vilmorin-Andrieux "The Vegetable Garden" che a sua volta fu l'edizione americana di un volume pubblicato precedentemente in Francia da questa famiglia di semenzieri, il cui nome spicca ancora oggi su bustine di sementi commerciali in distribuzione in molti supermercati d'Europa. Stampato la prima volta nel 1885, fu una raccolta di notizie sulla biodiversità dei semi commerciali a quel tempo diffusi fra i due continenti, e descrive centinaia di vegetali con cura meticolosa, riportando anche informazioni sui loro usi culinari e la cultura a cui erano legati. Contiene anche nozioni sulle tecniche dell'agricoltura prima dei giorni della chimica. Contemplando le incisioni riportate su questo libro degli antichi vegetali sono rimasto abbagliato dalle mutevoli forme che la biodiversità dipinge sulla tavolozza dei campi e mi sono chiesto perché abbiamo perso tutto questo senza fare niente, senza intervenire prima. Per tanto tempo ho aspettato che sorgesse qualche iniziativa in Italia che seguisse l'esempio dei seed savers del resto del mondo per offrire la mia collaborazione, ma invano. Solo per questo motivo ho rotto gli indugi e ho creduto opportuno di lanciare le mie proposte.
La storia del pomodoro Re Umberto sembra fatta appositamente per fare capire cosa è successo alle vecchie varietà che senza dei custodi della biodiversità sono indifese. Il Re Umberto è uno dei pochi pomodori nazionali che all'epoca era apprezzato e coltivato in mezzo mondo. Questa la ragione principale per riportarlo sul libro di Vilmorin. Questo stesso pomodoro lo trovai di li a qualche tempo anche su tutta una serie di vecchi cataloghi della ditta Sgaravatti che vanno dal 1910 al 1940, ricevuti in prestito da un collezionista. Le descrizioni stringate a lui dedicate lo descrivevano come un "must": nessun catalogo poteva fare a meno di esporlo in vendita. L'immagine riportata sui cataloghi era sempre la stessa del libro di Vilmorin: un bel pomodoro scuro dalla forma ovale. Anche le didascalie erano sempre molto generose. Ma dov'è oggi il pomodoro Re Umberto? Cominciai a chiedere di lui presso la mia cooperativa di moltiplicatori di sementi. Uno dei tecnici si ricordava di averlo visto in un campo di prova dell' ENSE in mezzo ad altre centinaia. Ma si può ancora acquistare? Dove posso trovarlo? chiedevo senza che nessuno mi sapesse rispondere. Sui cataloghi commerciali a mia disposizione non c'era e cominciai a sospettare che fosse stato cancellato anch'esso
dai registri ufficiali. Così per farla breve rivolsi la domanda a un funzionario del ministero per sapere quale ditta sementiera ne conservasse in purezza il seme. Gentile la risposta negativa:"Quest'anno il Re Umberto è stato cancellato. "Come cancellato, ma è un pomodoro storico, ha più di centoventanni ? Lo sa che è stato chiamato così dal nome del Re che unificò l'Italia? "Si certo, ma il problema è che le ditte semenziere che lo vendevano, di fatto dentro le bustine infilavano semi di pomodori che assomigliavano ma
non erano affatto il Re Umberto e quindi L'ENSE ne ha decretato la cancellazione." Ma spero che nelle banche semi ce ne sia ancora un campione? "Purtroppo l'abbiamo già cercato e non se ne trova" Ma allora mi sta dicendo che per mancanza di controlli si può definire estinto? "Forse ancora lo troviamo e allora lo proponiamo alle ditte sementiere. "Telefono allora all'ENSE, l'organo ministeriale che avrebbe dovuto sorvegliare sulla distribuzione in purezza anche di questa cultivar e mi confermano tutto. Chiamo allora la banca semi di Portici che è l'unica ad avere una collezione di pomodori italiani e il curatore mi risponde che "il Re Umberto è poi così simile al S. Marzano. Qual'è il problema? " Ma lei l'ha mai visto che il S. Marzano è leggermente squadrato e umbonato e il Re Umberto è perfettamente ovale? "Per me sono la stessa cosa" Quindi il Re Umberto non esiste: ma allora cosa vendevano i cataloghi dello Sgaravatti nel passato? "Si tratta di sinonimi". Le evidenze sono sotto gli occhi di tutti invece: il catalogo ufficiale riporta diverse tipologie di S.Marzano ma mai definisce il Re Umberto come omonimo. Il fatto è che nessuno vuole confessare che una varietà che fa parte della storia Italiana sia andata perduta per incuria, perché chi era incaricato di sorvegliare o di conservare non l'ha fatto. Quale soluzione può adottare un seed saver come me che aderisco a Seed Savers Exchange? Semplice: aprire l'annuario dei semi in scambio presso l'associazione dove c'è sempre stato un posto per il King Humbert Tomato, collezionato in Italia negli anni '50 e tuttora conservato da diversi membri della rete. Una letterina, 2 $ acclusi e il pomodoro in esilio torna più in fretta che i maschi di casa Savoia. Quest'estate è cresciuto nel mio orto, sopportando pazientemente due mesi di siccità, il terreno povero e pietroso della mia collina, le poche cure del sottoscritto che trasforma sempre l'orto in un campo di sopravvivenza, regalando nonostante tutto buoni frutti ovali e rosso cupo come nelle incisioni di 115 anni fa. Ottimi da seccare e da salsa, piante vigorose, anche troppo. Grazie seed savers, grazie Terra, grazie Cielo. Mi ci vuole poco per essere contento, ma che soddisfazione. Alberto.”